Una storia solo (quasi) d’amore

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Photo Credit: Serendipitsite

Vorrei dirvi molte cose, anche se nessuna è indispensabile: di godervi le cose, questo sì, e – come Phileas Fogg nel suo giro del mondo – di non avere fretta, o paura di fallire.

Adoro leggere, scorgere romanzi e racconti che riempiano di parole i miei viaggi e la mia quotidianità. Purtroppo non leggo quanto vorrei e la mia libreria è sempre più colma di libri impolverati per troppo tempo dimenticati.
Prima di partire, che sia per un giorno o per un mese, porto sempre con me qualche libro, speranzosa di riuscire a trovare almeno in viaggio, un po’ di tempo per leggere.
Il nuovo romanzo di Paolo di Paolo, Una storia quasi solo d’amore è stato il libro che ha accompagnato il mio viaggio in Toscana. Teresa e Nino si incontrano un lunedì di fine ottobre dopo le sette. Lui, figlio del suo tempo, rientrato da Londra da poco tempo, dove era andato a cercare il successo, fa un corso di recitazione per anziani, in attesa che arrivi il suo momento. Lei ferita, apparentemente disillusa e indecifrabile lavora in un’agenzia viaggi senza troppa convinzione. Si incontrano e fanno quello che molto spesso si fa quando si capisce di aver trovato qualcuno di speciale, ma si ha paura: si esplorano, si annusano, si interrogano.
Accanto a loro c’è Grazia, zia di Teresa e insegnante di teatro di Nino, che osserva e vigila sul loro incontro. Fino a quando Grazia esce di scena lasciando un vuoto, che però – forse – apre un mare di possibilità.

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