Intervista a  Lezzi
Disegno & Grafica: Barbara Pepe

Il mio “incontro” con Roberto Lezzi è avvenuto assolutamente per caso, ma non a caso. Una sera, ho trovato il suo libro Chantilly in una casa che frequento abitualmente. Era lì, in mezzo ad altre cose. Mi sono avvicinata attratta dalle scarpette rosse della copertina e ho letto la trama. Poche parole che però mi hanno incuriosita. Mi è stato detto: “L’ha scritto un mio collega”. Quella stessa sera ho iniziato a leggere qualche pagina. Ho chiesto di poter prendere in prestito il libro per leggerlo.

Non l’ho più restituito.

  1. La tua passione per la scrittura si è concretizzata in un libro vero e proprio, Chantilly. Quanto c’è di autobiografico nella tua prima, dolcissima, opera?

Ritengo che la realtà, il vissuto, debbano dare solo uno spunto per una storia perché è la reinterpretazione della realtà il vero e proprio atto artistico. In questi tristi tempi di iperrealismo, che ha la presunzione di far sognare le persone con la semplice descrizione di un fatto, mi sento fieramente in controtendenza. Per me, l’immaginazione è tutto. Per cui, ti dirò, nel romanzo c’è sicuramente qualcosa della mia vita quotidiana…se la storia fosse una frase intera, l’aspetto autobiografico sarebbero gli spazi tra le parole.

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Chantilly, Roberto Lezzi
  1. Dove e quando scrivi o preferisci scrivere? In un particolare momento della giornata? C’è un posto in cui ti rifugi quando è il momento di prendere la “penna” in mano e lasciare da parte tutto il resto?

Dipende sempre da quando e dove giunge l’idea…inizialmente, cerco di buttare giù qualcosa di getto ovunque mi trovi poi mi impongo di fare scalette, schemi, ecc. ma non riesco tanto a seguirli. Nella scrittura sono molto istintivo e poi c’è sempre tempo di tagliuzzare e sistematizzare. E’ capitato diverse volte di partire da un episodio nel mezzo della storia e svilupparla in base all’ispirazione del momento, senza curare molto dove stessi andando. Il posto in cui mi rifugio? Me stesso, è il più sicuro e impenetrabile.

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Photo Credit: Roberto Lezzi

     3. Eri uno di quei bambini che non vedeva l’ora che arrivasse l’ora di italiano o la tua passione per i libri è nata crescendo?

Mi piaceva molto scrivere e, per me, l’ora di italiano “ideale” era il tema. Ricordo che una volta ebbi come traccia l’alluvione del Piemonte: la professoressa si aspettava una fredda cronaca dei fatti e io, da precoce cultore dell’immaginazione, scrissi di tutt’altro prendendo dell’alluvione solo lo sfondo rumoroso della pioggia. Il voto fu un sei e mezzo e mi arrabbiai molto. Il desiderio e il piacere di scrivere, comunque, è molto recente ed è coinciso con la lettura di buoni libri.

    4. Oltre ad essere uno scrittore, quanto ti giudichi lettore? Qual è il tuo “libro del cuore”?

 In verità, non sono mai stato un grande lettore. Non di quelli voraci. Vado a periodi. Il mio libro preferito è Le intermittenze della morte di José Saramago, che mi ha anche influenzato nella scrittura di Chantilly…correte a leggerlo! 

  1. Il progetto del tuo secondo romanzo, Vite Bianche, sarà reso possibile anche da BookAbook, il primo crowdfunding del libro in Italia. In che cosa consiste?

Beh, spero sia reso possibile perché, affinché il romanzo sia pubblicato, è necessario raccogliere entro il 9 ottobre 2016  almeno 2000 Euro per la copertura dei costi di editing, grafica, correzione bozze, realizzazione copertina, stampa, ecc…insomma, tutto ciò che professionalmente serve, oltre alle parole, per passare da manoscritto a prodotto editoriale completo. Si va dunque sulla pagina dedicata al progetto, si decide quale ricompensa avere a fronte della donazione per la realizzazione del progetto (ad esempio, nel caso del mio romanzo, una donazione di 16 Euro coincide con una copia cartacea esclusiva una volta pubblicato il romanzo) e si effettua il versamento tramite carta di credito (che sarà restituito qualora il progetto non raggiungesse la quota di 2000 Euro alla scadenza della campagna di crowdfunding). Che aspettate? Donate!

  1. Visto che abbiamo parlato del tuo prossimo romanzo, ci puoi anticipare qualcosa? Di che cosa parlerà?

Ho cercato di sperimentare un altro stile di scrittura e in questo romanzo ci sono molti meno dialoghi rispetto a “Chantilly”. La storia narra di una donna di mezza età, che vive sola in una grande città, che decide di acquistare un diario con lo scopo di annotare ogni giorno i fatti e le vicende vissute. Ma le pagine del diario sono già scritte con la sua calligrafia, misteriosamente, e descrivono l’incontro della donna con un uomo…la donna allora comincerà a “inseguire” le pagine del diario nella speranza di incontrare l’uomo descritto nelle pagine. Lo incontrerà?

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Anteprima di Vite bianche, Roberto Lezzi

Per leggere l’anteprima, visitate la pagina del progetto BookaBook: https://bookabook.it/projects/vite-bianche/ e, possibilmente, donate: la realizzazione dipende dal vostro sostegno.

Iscrivetevi inoltre alla mailing list sul sito www.robertolezzi.com per restare aggiornati sulle prossime iniziative e, ovviamente, comprate e gustatevi “Chantilly”, in cartaceo o e-book e, a breve, anche in tutte le librerie d’Italia! Ecco il link:

Per Chantilly, clicca qui!

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