Gli alberi fioriscono, le magnolie si tingono di bianco e rosa, i glicini sovrastano i portoni delle case e le pareti dei palazzi, l’aria si scalda e Torino si trasforma. Le cose da fare in primavera sono davvero tante, soprattutto per quello che riguarda i parchi e gli spazi all’aperto…ecco i 5 posti che non potete assolutamente perdervi di Torino in questa magica stagione !

  1. Giardini Cavour e Giardino Aiuola Balbo.

Dopo il fascino autunnale e il gelido inverno, in primavera questi due giardini rifioriscono sotto gli occhi di torinesi e turisti. A mattinate silenziose, si alternano pomeriggi affollati di bambini che giocano all’uscita da scuola e a serate dove i torinesi passeggiano o fanno aperitivo all’aperto. A Torino l’apericena è diventato un must e farlo immersi nel verde in centro città è ancora più suggestivo…

I Giardini Cavour ricoprono un’area compresa tra piazza Cavour e via San Massimo e hanno un perimetro irregolare, accentuato ancor di più dalle collinette alberate. E’ presente un maestoso platano di 150 anni che con i suoi 35 metri di altezza è uno degli alberi più alti della città. I Giardini Aiuola Balbo sono di forma quadrata e coprono un’area compresa tra Via Accademia Albertina e Via San Massimo da una parte e Via dei Mille e Via Cavour dall’altra. Da un lato dei giardini è presente un’area attrezzata per bambini, mentre dalla parte opposta, principalmente la sera, sono presenti i tavoli dei locali che affacciano sul Giardino. Al centro è presente un’ampia fontana, mentre ai lati sono stati costruiti imponenti palazzi signorili. All’interno del giardino sono presenti anche monumenti dedicati a personaggi importanti del risorgimento italiano.

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Giardini Balbo
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Fontane al centro di Aiuola Balbo

2. Fare merenda all’aperto

Durante la stagione primaverile, a Torino i pomeriggi possono essere particolarmente caldi, per non dire afosi. I posti dove adoro fare merenda in primavera, perché hanno un bel dehor all’aperto sono due: Caffetteria B and C e Sicily.

Sicily si può trovare in Via Gramsci 3 o in Via Cibrario 17, in pieno centro. Mi ha portata a fare merenda qui la mia amica Barbara che conosce il mio amore incondizionato per la Sicilia e da allora ci sono tornata parecchie volte. Il locale è molto moderno e non particolarmente in linea con il mio gusto, preferendo interni e arredi originali e unici, ma quello che conta è la pasticceria. Le vetrine presenti vicino all’ingresso sono tutto ciò che una mente golosa sia in grado di immaginare e desiderare. Personalmente non rinuncio mai al cannolo siciliano, ma sono presenti anche dolci di pasta di mandorle, torte alla frutta, paste fresche e secche, cassatelle siciliane, gelati…Nonostante il locale sia spesso affollato, la saletta al piano inferiore e il dehor esterno permettono comunque di fare merenda senza essere disturbati.

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Cannolo siciliano e torta alla frutta

Di tutt’altro stile è la Caffetteria B and C , un po’ barba e un po’ caffè, che si trova in Via Fratelli Calandra 12/D. Mi ha portata qui per la prima volta la mia amica Francesca che sa dell’adorazione che ho per Parigi. Al suo interno, infatti, gli arredi sono quelli dei barbieri di una volta. Lo stile ricorda quello parigino e anche la via a senso unico e non molto trafficata, dona all’ambiente un tocco di originalità e permette ai clienti di trascorrere dei momenti piacevoli lontani dal caos e il rumore. Molta attenzione è dedicata ai particolari: le sedie e i tavolini colorati del dehor esterno, i deliziosi puncakes, i cuscini, il servizio, i fiori freschi.

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Interno della Caffetteria B and C
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Interno Caffetteria B and C

3. Villa e Vigna della Regina

Questa imponente villa del Seicento si trova a due passi da Piazza Vittorio, nel centro di Torino. Fu voluta dal cardinal Maurizio di Savoia e successivamente divenne proprietà di sua moglie Ludovica. In seguito fu dimora di principesse, duchesse e regine sabaude, fino all’800 e questo è il motivo del nome con cui la conosciamo attualmente.

La Villa era originariamente concepita come una residenza di campagna, con annessi vigneti, grotte e ampi giardini all’italiana che sono disposti ad anfiteatro. Il Cardinal Maurizio e la moglie Ludovica vissero a Villa della Regina, che durante quel periodo prese il nome di Villa Ludovica, fino alla morte. Il Cardinale era un uomo di grande cultura ed era solito organizzare riunioni con intellettuali e scienziati in cui si parlava di arte, letteratura, scienza. Anche la moglie Ludovica apporrà delle importanti modifiche, ampliando fabbricati e giardini. Successivamente Anna Maria di Orléans la elesse a sua residenza prediletta. Durante l’occupazione francese, la Villa entrò a far parte dei possedimenti napoleonici e lo stesso Napoleone vi soggiornò. Nel 1869 divenne la sede dell’Istituto Nazionale delle Figlie degli Ufficiali che combatterono durante le Guerre d’Indipendenza e dallo stesso anno, la Villa cessò di essere proprietà della famiglia reale.

Colpita dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, la Villa andò incontro a un severo degrado. Venne totalmente abbandonata e fu preda della vegetazione e di numerosi atti vandalici: molte statue furono decapitate e le teste rubate e molte opere interne furono saccheggiate.

Nel 1994 l’intera struttura fu presa in gestione dalla Soprintendenza dei beni artistici e storici del Piemonte e dopo una lunga fase di ristrutturazione e restauro, nel 2007 venne riaperta al pubblico. Oggi è possibile visitarla gratuitamente, sia al suo interno sia negli spazi esterni, godendo della suggestiva vista sulla città. Alle ore 11, dal martedì al sabato è possibile prendere parte alle visite guidate gratuite.

 

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Villa della Regina vista dal B

Accanto al complesso della Villa e del Belvedere, è possibile osservare il Vigneto Reale che si estende sulla collina a nord di Villa della Regina. La Vigna fu voluta e progettata dal Cardinal Maurizio di Savoia all’inizio del Seicento e anche la moglie Ludovica apportò delle migliorie successive alla morte del marito. Nel corso del Settecento e dell’Ottocento questo aspetto del “vivere la Villa” si mantenne inalterato. Nel corso del Novecento, i bombardamenti, la guerra, la trascuratezza e l’abbandono di questo spazio, provocarono l’invasione di piante infestanti che determinarono la scomparsa del vigneto.

Tra il 2003 e il 2006, il complesso intervento di recupero ambientale ha riqualificato l’intera area e portato al reimpianto di circa metà del vigneto storico. Il lungo e complesso lavoro è stato sin da subito affidato all’Azienda Balbiano che ne ha curato ogni aspetto, ridando nuova vita a Vigna della Regina.

Un totale di 2700 barbatelle, per la maggior parte di Freisa, disposte su una superficie totale di 0,73 ettari. L’annata 2009 ha segnato la prima vendemmia ufficiale: 40 quintali di uve sane e mature hanno dato origine alle prime storiche bottiglie del “Vigna della Regina” 2009.

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Vigna della Regina con vista sulla città