Nuovo giorno, nuovo museo! E’ arrivato il momento di visitare il Museo del Louvre. E’ probabilmente il Museo più famoso di Parigi e uno dei più visitati del mondo. Le opere che vi sono conservate, sono tra le più importanti e famose e l’ingente quantità di quadri, tele, statue, sculture, ci obbliga a trascorrere al suo interno parecchie ore.

Le fotografie sono state fatte tutte da me, ma non fatevi trarre in inganno: sembra che mi sia messa lì davanti e abbia cliccato tranquillamente, ma non è così. Anche se non sembra dalle fotografie, il Museo era affollato come il mercato il sabato mattina e ho dovuto sgomitare e scazzottare per beccare il preciso istante in cui non ci fosse nessuno sopra-sotto-dietro-davanti. Tra le opere che ho preferito, immediatamente da inserire nella mia Top Ten, la Venere di Milo, una tra le più celebri statue greche, ritrovata appunto sull’isola di Milo, nel Mar Egeo.

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Altra opera che non posso esentarmi dal citare, Amore e Psiche di Canova. Questa scultura è ciò che di più dolce possa esserci; ho fatto numerosi primi piani sui visi e l’ho fotografata da qualsiasi angolatura. Per chi non conoscesse il mito, vi consiglio di leggere del loro amore appassionato e struggente al tempo stesso (Le metamorfosi, Apuleio).

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Staccata dal resto delle sale, in un enorme salone dove sono presenti anche numerose scale, la Nike di Samotracia, l’abito e le ali sembrano spazzate dal vento.

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Questo è quello che abbiamo trovato entrando nella sala, dove, tra le altre opere, era presente anche la Gioconda di Leonardo da Vinci: il delirio. Ovviamente tutte le altre opere non vengono minimamente considerate e tutti spintonano per arrivare il più vicino possibile.

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Sgomito anche io e il risultato è abbastanza soddisfacente, anche se probabilmente per l’emozione, la faccio leggermente storta. Qui, bisogna fare una parentesi. Questa era l’opera che Francesca aspettava con particolare emozione, essendo tra le sue opere preferite, non solo per quanto riguarda l’originale, ma anche tutte le versioni più o meno buffe. (Nessuno mi toglie dalla testa che se avesse avuto un pennarello avrebbe cercato di farle i baffi, mentre le guardie si fiondavano su di lei!!)

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Una delle cose stupende di Parigi è che, in ogni angolo, si respira un’atmosfera di creatività e originalità. Sono numerose le persone o gli interi gruppi che passano le giornate a riprodurre o fare schizzi delle numerosissime opere. Si portano da casa album e sgabelli e trascorrono il tempo disegnando. Si può respirare quel clima artistico che molto spesso è sottovalutato.

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Uscite dal Louvre, siamo un po’ provate, probabilmente abbiamo percorso chilometri tra le sale e i diversi piani, ma la giornata non è ancora finita. Decidiamo di dirigerci verso la Tour Eiffel per salire su in cima. La coda è lunga e stancante ma arrivate là, dove tutto si può ammirare, siamo ripagate dei due piani di scale fatti a piedi e di tutta l’attesa per fare i biglietti.

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Tutta Parigi è ai piedi della Tour Eiffel, si possono vedere l’Arco di Trionfo, i giardini di Champs de Mars con all’estremità opposta l’École Militare, la chiesa del Sacro Cuore, piccola, essendo in lontananza, ma ben visibile perché sulla collinetta di Montmartre…il cielo è limpido e quindi riusciamo a vedere tutta la città.

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Una volta scese dalla Torre, andiamo nell’area monumentale Trocadéro, oltre la Senna e quindi dalla parte opposta rispetto a Champs de Mars, dove migliaia di parigini e turisti aspettano tutte le sere che il simbolo di Parigi si accenda. Si respira un’aria di festa, alcuni artisti di strada suonano e ballano e tutti partecipano a quell’attesa come se non avvenisse tutti i giorni. La magia di Parigi è anche aspettare che la Tour Eiffel si illumini nella notte. Il nostro viaggio -purtroppo- sta per terminare…

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