Il giorno dopo ci svegliamo di buon’ora per iniziare la nostra giornata con brioche appena sfornate. Ovviamente, essendo a Parigi, non vogliamo e non possiamo esentarci dal visitare il Museo d’Orsay e il Museo del Louvre, crogiolo di numerose opere d’arte, tra le più famose del mondo.

Ma decidiamo di dividere per giorni i due Musei, essendo molto ampi e affollati, per evitare di trascinarci tra le sale e i corridoi. Il primo che decidiamo di andare a visitare è il Museo d’Orsay. Superato il giardino delle Tuleries e il ponte sulla Senna ricoperto di lucchetti degli innamorati, raggiungiamo l’ingresso. All’interno del Museo, non è possibile fotografare nella maggior parte delle sale e la cosa mi ruga assai, ma mi comporto bene e fotografo solo nelle zone consentite. Ci sono opere di Monet, Van Gogh, Coubert, Seurat e moltissimi altri. Il Museo è allestito nella vecchia stazione d’Orsay e questo la rende terribilmente suggestiva. Non posso non pensare al film Hugo Cabret, ambientato proprio qui. Se non l’avete visto, trovate l’occasione per farlo. Il Museo d’Orsay, infatti, è stato per un periodo anche un set cinematografico e non è difficile immaginarne il motivo.

YASHICA Digital Camera

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Dopo tutta la mattinata a visitare il Museo, raggiungiamo Place de la Concorde con l’obelisco di Luxor, un obelisco egizio di 23 metri che si trova tra due fontane.

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Passeggiamo sull’Avenue des Champs-Elysées fino a raggiungere Place Charles de Gaulle, una piazza molto grande al cui centro si trova l’Arco di Trionfo, monumento storico dedicato al Milite Ignoto. Visto da lontano non sembra poi così grande, in realtà man mano che ci si avvicina, lo si percepisce maestoso e massiccio. Aspettiamo la sera, passeggiando lì intorno. A Fra viene la malsana idea di chiedere a un passante di farci una fotografia con l’Arco di Trionfo alle nostre spalle. Questa è una delle mosse che mi godo con più gusto; quando Fra decide che qualcuno DEVE farci una foto, inizia a guardarsi in giro attentamente, valutando i diversi candidati, fino a quando non scova il prescelto…che il più delle volte è un disastro! Non so neppure come sia potuto capitare, il malcapitato di turno, è riuscito a fotografare l’Arco mezzo storto e due pali che probabilmente erano gli unici di tutta la piazza. Come dico sempre io: “Meglio l’autoscatto!”

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